Frattaglie /12

Frattaglie /12

 di Gianluca Mercadante

Caro&Cara_Cinema d’estate

– Caro?
– Sì, cara?
– Hanno aperto il cinema d’estate, Caro.
– Dal caldo che fa, Cara, sospettavo fosse autunno inoltrato.
– Ma… ma in autunno inoltrato mica fa caldo!…
– Appunto, Cara.
– Certe volte non ti capisco proprio, Caro.
– Nemmeno io, Cara.
– Ah, no? E cosa ci sarebbe di poco chiaro in quello che dico?
– Non intendevo questo, Cara. Volevo dire che nemmeno io capisco me stesso. Delle volte.
– E poi dicono che sono le donne a essere complicate.
– Non buttiamola sul sociologico, adesso.
– No, no… lasciamo pure cadere il discorso, guarda.
– Sono d’accordo, Cara.
– Una volta tanto!…
– Sarebbe a dire?
– Sarebbe a dire? Niente, Caro. Pensieri in libertà.
– Tanto liberi direi di no, se te li tieni per te. Condividili, Cara, avanti.
– Tu non hai l’account su Facebook, Caro.
– E che c’entra?
– Mi hai detto di condividere i miei pensieri, Caro. Beh, si dà il caso che io, i miei pensieri, li condivido su Facebook. Fatti un account e potrai leggerli.
– …
– Va beh, comunque hanno aperto il cinema estivo. Vuoi sapere che film mi piacerebbe vedere?
– Muoio dalla curiosità, Cara.
– Praticamente… ecco… mah, così, su due piedi, direi… tutti. Li voglio vedere tutti.
– Cioè, tradotto dal politichese, vorresti andare al cinema tutti i giorni, Cara?
– Alcuni vengono replicati per due o tre sere di fila, non dovremo tornarci per forza, Caro.
– Capisco. Bene. Vai pure, Cara.
– E tu? Tu non vieni, Caro?
– Resto a casa volentieri, Cara, nessun problema.
– Ma… ma siamo marito e moglie!…
– E lo resteremo, Cara. Uniti nel Cristo, separati nel cinema. Anche perchè i film che guardi tu, Cara, sono delle merde.
– Cosa?!!
– Merde, Cara. Merde americane da cassetta, Cara. Blockbuster per famiglie, Cara, roba che mette d’accordo tutti, Cara.
– Tutti tranne te, ovviamente.
– Tutti tranne me, ovviamente.
– Ma… ma, Caro, devo guidare di notte… non hai paura a lasciare la tua mogliettina a zonzo per Milano da sola?
– Mi… Milano?!!
– Milano, certo.
– Fammi capire: tu ti faresti più di 150 chilometri un giorno sì e l’altro forse per… per andare a vedere un film all’aperto a Milano?!
– Sì. Qui in provincia non fanno mai niente.
– Pazzesco.
– Vero? Dovremmo scrivere al Sindaco, è una situazione vergognosa.
– No, dicevo “pazzesco” per un’altra cosa, Cara, ma lasciamo perdere, non ho voglia di discuterne. Come si suol dire, s’è fatta una certa. Buonanotte.
– …
– …
– Caro?
– Sì, Cara?
– Ma… ma uffa! Io al cinema da sola mi annoio!

 

 

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La sincerità vince sempre

– Ehi, ciao.
– Oh, che sorpresa. Come va?
– Solite cose, tu? E’ un sacco che non ti vedo.
– Sono andato a cercare me stesso.
– E ti sei ritrovato?
– Sì, ma almeno non ho avuto fretta di riprendermi.
– E dov’è che sei andato a ritrovare te stesso?
– Che domande: a Ibiza.
– …
– …
– Bello rivederti.
– Anche a me ha fatto piacere.
– …
– …
– Non è vero che è stato bello rivederti.
– A dir la verità, neppure a me ha fatto piacere. Dicevo per dire.
– Anch’io dicevo per dire.
– Anzi: non me ne frega proprio niente di te.
– Uguale, guarda, penso la stessa cosa.
– Abbiamo punti di vista in comune.
– Oltre che svariate amicizie su Facebook.
– Già.
– Già.
– …
– …
– Mi cerchi?
– Certo che ti cerco, ti chiedo l’amicizia.
– Ok. A presto.
– Ciao.
– Ciao.

 

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Avanti il prossimo!

– Signori, buongiorno.
– Buongiorno a lei.
– ’Giorno.
– ’Orno.
– Sono qui per parlavi del mio progetto.
– Lo sappiamo.
– Ne siamo consci.
– Prego.
– Il titolo del progetto è Tysan III.
– Tysan III?
– III Tysan?
– Quanti Tysan?…
– Uno solo, signori, ma col “tre” accanto il nome suona più fico.
– Se lo dice lei…
– Ah, beh, per noi…
– Tzk.
– Tysan III è un robottone per famiglie. Basta Goldrake, signori, basta Ufo Robot, basta Transformers, che offrono un genere d’intrattenimento colmo di contenuti diseducativi. Tysan III è un robottone inedito nel panorama dell’odierno mercato. Tysan III è buono, educato, cortese. I suoi progettisti, di pensiero conservatore e pro-nuclearista, gli hanno insegnato a comprendere il peso che i suoi predecessori hanno generato nell’economia mondiale: intere città rase al suolo, e per cosa? Per distruggere un cattivo che non avrebbe mai distrutto loro, i robottoni, altrimenti la serie animata sarebbe finita dopo dieci minuti! Tysan III, signori, è il robottone che ci vuole oggi. Ma vediamo il filmato.
– Vediamo.
– Vediamolo.
– Mah…
– Guardate, signori: la testa è a forma di tazza, un’enorme tazza sorridente, qualunquista, capace di trasmetterci un’ebete quanto necessaria speranza nella vita. La testa appoggia su tre piattini da dolce, perchè stiamo parlando di Tysan III, signori, e io qualcosa che avesse a che fare col “tre” dovevo pur metterla, da qualche parte. Il corpo di Tysan III è un thermos nel quale il nostro robottone per famiglie custodisce l’arma segreta: le tisane! Tysan III calma i suoi nemici a botte di tisane, signori. Mai più edifici sbriciolati dai raggi gamma, mai più cittadini in fuga nelle campagne attorno a Gotham City! Tysan III ha braccia composte da tazzine. Quando il nemico arriva, il thermos manda litri e litri di tisana nella testa di Tysan III, il cui interno, signori, è cavo. Con un movimento del capo d’insospettabile destrezza, lo osserviamo ora nella quinta slide, Tysan III versa il contenuto della sua testa nelle tazzine, che si staccano da lui come tante navicelle UFO separate dalla nave madre. E colpiscono il nemico. Che si calma, signori, perchè le tisane calmano.
– E i piedi?
– I piedi?
– Piedi?
– Due cucchiaini da tè, di quelli lunghi. Stentate a notarli perchè sono sottilissimi, ma posso garantire che nella serie, se vorrete produrla, signori, verrà spiegato come i costruttori li abbiano ottenuti fondendo una lega d’acciaio che neanche Superman.
– …
– …
– …
– Cosa ne dite, signori?
– Avanti il prossimo!
– Prossimo!
– ’Ossimo.

 

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Agenzia per talenti cerca nuovi volti da inserire nel mondo politico internazionale.
Caratteristiche richieste: ricattabilità, capacità attoriali, nessuna sensibilità verso ambiente e comunità, sessodipendenza, piena e incontrastata corruttibilità su tutti i fronti, azzeramento della morale, libertà di credo religioso, senso della famiglia e cultura minima. Chi riesce a risolvere i rebus, per esempio, è da ritenersi non idoneo. Eˆ già troppo intelligente. Potrebbe perfino avere un carattere suo, delle idee sue. Non va bene.
Astenersi perditempo e arricchiti, telefonare orari ufficio.

 

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Ordini dall’alto

– Dottore, in primavera sono allergico.
– E nelle restanti stagioni?
– Non ci sono più le stagioni di una volta.
– Ho capito qual è il problema: lei è un nostalgico. Se voterà per me alle prossime elezioni, nel mio programma politico è previsto l’inserimento di una legge che permetta l’immediata fucilazione sul posto di qualsiasi nostalgico si palesi in quanto tale. Dica: è contento?
– Quindi non ho bisogno di cure?
– No, niente cure.
– Nessuna ricetta?
– Nessuna ricetta.
– Grazie, Dottore, grazie! Avrà senz’altro il mio voto, glielo prometto!
– Per ora si limiti a darmi duecento euro. Sa, per la visita.
– Ecco a lei. Ricevuta?
– Ricevuta, prego.
– Grazie.
– Arrivederci.
– Arrivederci.
– …
– …
– …
– …
– Oggigiorno sono le ricette che vanno ridotte, non le ricevute fiscali. Bei tempi quando bastava rubare e basta. Adesso quello che rubi lo dichiari. E la gente paga per sentirsi mentire.

Illustrazione di ManuelaCh

Gianluca Mercadante  è nato nel 1976 a Vercelli. Decine di suoi racconti sono apparsi in antologie, riviste e per il Giallo Mondadori. Ha pubblicato “McLoveMenu” (Stampa Alternativa 2002, Premio Parole di Sale), “Il Banco dei Somari” (NoReply, 2005), “Nodo al Pettine — Confessioni di un parrucchiere anarchico” (Alacrà n, 2006), “Polaroid” (Las Vegas, 2008), “Il giardino nel recinto di vetro” (Birichino, 2009), “Cherosene” (Las Vegas, 2010), “Io ho visto tutto” (Milanonera, 2012), “Casinò Hormonal” (Lite Editions, 2013), “Caro scrittore in erba…” (Las Vegas, 2013), “Noi aspettiamo fuori” (Effedà¬, 2014), “Casinò Hormonal — Versione Integrale” (Lite Editions, 2015). Con Daniele Manini ha inoltre curato l’antologia “Liscio assassino” (Ed. Zona, 2014), allegata all’omonimo album dei Banda Putiferio. Ha scritto di critica letteraria per “La Stampa”, “Orizzonti”, “Pulp” e “Satisfiction”.
Il suo ultimo lavoro, appena uscito, è “Caro lettore in erba…” (Las Vegas, 2015).

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