Trascendenze - Francesca Manetta - Kamil Vojnar

Trascendenze – Francesca Manetta – Kamil Vojnar

Trascendenze – Francesca Manetta – Kamil Vojnar, stand Arsprima, MIA Fair Milano
a cura di Cristina Gilda Artese

di Alessandro Trabucco

Il progetto Trascendenze, presentato da Cristina Gilda Artese per MIA, la fiera della fotografia di Milano, mette a confronto due artisti di differenti generazioni e culture, pur avendo nella tematica proposta qualche punto in comune. Francesca Manetta e Kamil Vojnar espongono entrambi immagini che hanno come assoluta protagonista principale la figura femminile, rappresentata come donna alata, iconograficamente riconoscibile quale figura leggendaria e fiabesca (la donna uccello) oppure sovrannaturale e mistica (l’angelo).

MIA FAIR 2016

Francesca Manetta, firebird #08

MIA FAIR 2016

Francesca Manetta, firebird #04

MIA FAIR 2016

Francesca Manetta, firebird #06

MIA FAIR 2016

Francesca Manetta, firebird #07

MIA FAIR 2016

Kamil Vojnar,  Angel Dreams

MIA FAIR 2016

Kamil Vojnar, Being Angel

MIA FAIR 2016

Kamil Vojnar, Prayer

MIA FAIR 2016

Kamil Vojnar, Sleeps like Angel

 

Francesca Manetta, artista lombarda classe 1979, presenta una serie d’immagini fotografiche attraverso le quali coglie i momenti salienti della fiaba della tradizione russa e slava l’Uccello di fuoco, di cui esistono alcune versioni realizzate anche nel balletto classico (la più conosciuta quella dei Balletti Russi di Djaghilev del 1910 con musica di Igor’ Stravinskij).
L’artista stessa si ritrae nelle vesti del leggendario e meraviglioso volatile dalle piume infuocate, ambientando gli scatti in una natura rigogliosa dalle atmosfere di grande suggestione. E’ una fotografia narrativa e interpretativa, cioè di personale rilettura di una leggenda tradizionale attraverso elementi visivi essenziali, che riescono a evocare molto bene i messaggi, i sentimenti e le sensazioni che in essa vengono espressi. Presenti tutti i personaggi della fiaba, la principessa Vassilissa, il principe Ivan, il lupo grigio, spiccano i costumi, confezionati dall’artista, la quale ha studiato nei minimi dettagli ogni singolo scatto, unendo nella stessa persona la figura della scenografa, costumista, sceneggiatrice e, infine, fotografa.
Di matrice differente la ricerca artistica di Kamil Vojnar, nato in Moravia nel 1962 e residente a Los Angeles.
Le sue immagini ci riconducono a un’estetica di stampo simbolista, dalle atmosfere magiche, con creature femminili che diventano l’emblema di un legame tra l’immanente e il trascendente, depositarie di misteriosi e imperscrutabili messaggi.
L’artista realizza delle vere e proprie “visioni” nelle quali non è più possibile scorgere il limite tra il fotografico e il pittorico, piuttosto è l’aspetto manuale a conferire a ogni lavoro una particolare raffinatezza, una delicatezza che ne accentua le sensazioni di rarefatta sospensione. L’aspetto più importante del lavoro di Vojnar è la progettualità minuziosa di ciascuno scatto, costruendo necessariamente una sorta di set fotografico che viene poi rielaborato dalla successiva post-produzione digitale e manuale. I soggetti prediletti sono essenzialmente donne e bambine, soavi presenze ambientate in una realtà esistenziale che sembra appartenere al sovrannaturale e che compiono comunque delle azioni immerse in una loro evanescente, eterea e riconoscibile dimensione quotidiana.

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