Frattaglie 5/

Frattaglie 5/

 di Gianluca Mercadante

Vacanzieri

– Sono passati ben tre giorni dall’inizio della vacanza e gia’  la nostalgia di casa s’è fatta prepotente.

– Per forza. Mica siamo in vacanza. Mica siamo al mare. Mica siamo in montagna. Mica ce ne stiamo a zonzo in una citta’  d’arte. Siamo a casa, siamo. Chiusi dentro come due miserabili, siamo. Mica siamo mai partiti.

– Sono passati ben quattro giorni dall’inizio della vacanza e gia’  il desiderio di riappropriarci degli spazi domestici secondo le nostre abitudini s’è fatto intollerabile.

– Per forza. Mica ci siamo mossi da dove stiamo. Mica abbiamo sollevato le tapparelle. Mica abbiamo acceso la televisione. Mica abbiamo scaricato l’acqua del bagno. Se i nostri vicini scoprissero che siamo rimasti a casa, invece di partire, ci darebbero per morti. Mica siamo morti per ipotesi. Noi siamo morti per auto-critica.

– Sono passati ben cinque giorni dall’inizio della vacanza e gia’  il solo caldeggiare la remota possibilita’  di esercitare una qualsiasi professione, pur di andarci davvero, in vacanza, s’è caricato di una certa urgenza.

– Per forza. Mica c’è bisogno di partire per le vacanze. Mica c’è bisogno di spendere soldi che non possediamo e che soprattutto non meritiamo di possedere. Mica c’è bisogno di quindici giorni di vita senza lavoro. Se il concetto di vacanza lo estendiamo a una vita intera, fra noi e i vacanzieri non c’è nessuna differenza.

– Sono passati ben sei giorni dall’inizio della vacanza e gia’  il pensiero di poter finalmente scaricare l’acqua del cesso di casa s’è fatto quantomeno preponderante.

– Per forza. Mica possiamo dare adito a sospetti. Mica possiamo permettere a tutto il condominio di scoprire chi siamo. Mica possiamo fingere di andare in vacanza per poi rivelare al mondo il nostro bluff attraverso la rinunciabile igienizzazione della toilette. Per altro, i nostri rifiuti organici, cosi’ frammisti, iniziano a generare, afrori a parte, un’installazione di una certa bellezza. Ci mancava un tocco di arte contemporanea, in questa casa.

– Sono passati ben sette giorni dall’inizio della vacanza e gia’  l’idea del ritorno s’è resa assai meno penosa.

– Per forza. Noi, ora, solleveremo le tapparelle di casa. Noi, ora, accenderemo la televisione. Noi, ora, scaricheremo l’acqua del bagno. Noi, ora, cureremo le piaghe da decubito che ci siamo procurati restando immobili per sei giorni. Noi, ora, apriremo gli occhi a un nuovo sole. Mica siamo mai partiti. Mica siamo mai tornati. Noi ci siamo solamente continuati.

– Sono passati all’incirca tre secondi dal nostro ritorno a casa e gia’  mi sento di nuovo in vacanza.

– Per forza. Chi non fa un cazzo dalla mattina alla sera, è sempre in vacanza.

 

 

Un uomo d’altri tempi

– Amore… devo dirti una cosa imbarazzante.

– Dimmi, tesoro mio adorato.

– Ecco… tuo padre…

– Mio padre è un uomo d’altri tempi, tesoro mio adorato. Non prendertela per come ti tratta, imparera’  a conoscerti e ad amarti, come anch’io t’amo.

– Ma tuo padre mi tratta benissimo, amore.

– Il mio ex riderebbe, e di gusto, alla battuta. Dunque, qual è il problema?

– Di la’  in salotto.

– Di la’  in salotto, cosa?…

– Rutta.

– Eh?!

– Tuo padre. Di la’  in salotto. Rutta.

(in sottofondo: BURP!)

– Lo senti?

– Oddio, tesoro mio adorato, si’!

– E perche’ piangi?

– Non capisci?… Sono commossa!

– Ma commossa de che, amore?

– Mio padre è un uomo d’altri tempi, tesoro mio adorato, ed è convinto che in casa propria possa fare tutto quello che vuole. Se rutta in tua presenza, vuol dire che ti considera parte della casa!

– Tipo… tipo un soprammobile?

– Eh! Tipo un soprammobile, tesoro mio adorato.

(in sottofondo: BURP!)

 

 

La vacanza è uno stato mentale

– Ciao, Madre, come vanno le vacanze?

– Sono rimasta a casa, Figlio.

– Ti chiamo al fisso, Madre?

– No, Figlio. Finche’ parliamo al cellulare, ho pur sempre l’impressione di essere in vacanza.

– Ma… scusa, Madre, perche’ non sei partita?

– Ho i miei anni, Figlio, e a quanto pare posso pure vantarmi di godere delle caratteristiche idonee per subire una bella occupazione indebita dell’appartamento che io e il tuo povero padre abbiamo comprato coi nostri sacrifici.

– Madre, con rispetto parlando, ma… cos’è ’sta novita’ ?…

– Nessuna novita’ , Figlio. Li guardi, i telegiornali?

– Mi deprimono, Madre.

– Alla depressione ci pensa il prozac. Dovresti guardarli i telegiornali, Figlio, capiresti quant’è importante restare a casa, d’estate. E poi, non fa nemmeno troppo caldo.

– E ci credo, Madre, siamo a Settembre! a’ˆ da una vita che a Settembre parti per le ferie, fra l’altro.

– Beh, Figlio, non quest’anno.

– D’accordo, Madre, contenta tu. Hai bisogno? Passo a trovarti?

– Assolutamente no, Figlio.

– Come mai sei tanto risoluta, Madre?

– Non mi troveresti in casa, Figlio. Sono in vacanza.

– Ma se mi hai appena detto che sei rimasta a casa, Madre!

– La vacanza, Figlio, non consiste nel raggiungere un luogo lontano. La vacanza, Figlio, è uno stato mentale.

 

 

Sparire per ferie

– Dottore, mia moglie non è piu’ tornata dalle vacanze.

– Se ne rallegri: c’è gente che sparisce di casa per un misero pacchetto di sigarette. Sua moglie, almeno, è sparita per ferie.

– E io… io che faccio?

– Riapra a Settembre.

– Ma… ma il nostro è un matrimonio, mica un negozio.

– Spesso le apparenze ingannano, mi creda. In alternativa… lei fuma?

– No.

– Scenda a comprarsi un pacchetto di sigarette e cominci a farlo. Se sparisce per ferie anche lei, potreste rischiare d’incontrarvi.

 

Illustrazione di ManuelaCh

Gianluca Mercadante è nato nel 1976 a Vercelli, dove vive e lavora. Ha pubblicato “McLoveMenu” (Stampa Alternativa 2002, Premio Parole di Sale), “Il Banco dei Somari” (NoReply, 2005), “Nodo al Pettine — Confessioni di un parrucchiere anarchico” (Alacra’ n, 2006), “Polaroid” (Las Vegas, 2008), “Il giardino nel recinto di vetro” (Birichino, 2009), “Cherosene” (Las Vegas, 2010) e gli e-book “Io ho visto tutto” (Milanonera, 2012), “Casino’ Hormonal” (Lite Editions, 2013 — diventato un piccolo caso letterario nel mercato degli e-book) e “Caro scrittore in erba…” (Las Vegas, 2013). Decine di suoi racconti sono apparsi in antologie, riviste di settore e per il Giallo Mondadori. Ha scritto di critica letteraria per “La Stampa”, “Pulp” e “Satisfiction”.
Il suo ultimo lavoro s’intitola “Noi aspettiamo fuori” (Effedi’ Ed., 2013).

2 Responses

    • Gianluca Mercadante says:

      Incredibile. Certe volte uno crede d’immaginarsi le cose più pazzesche e invece, semplicemente, le cose più pazzesche accadono. E non sembra neppure strano, che accadono.
      Grazie per la segnalazione, un caro saluto!

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