Diario di un piccolo riciclo /2

Diario di un piccolo riciclo /2

di Giulia Cassano

 

Il mercatino milanese dei navigli è sempre un’occasione per osservare splendida oggettistica retrò. È una domenica uggiosa e, camminando senza soldi in tasca, ricordo che a pochi passi dal Naviglio Grande esiste un’altra realtà: il mercatino domenicale di Bonola, da non molto trasferito in Porta Genova. Ci vado poco convinta, ma spinta dalla curiosità di rovistare fra oggetti senza ordine e senza tempo.

Devono davvero piacere molto le vecchie cose, perché a Bonola ci vuole impegno per scovare un oggetto.  Bisogna rimboccarsi le maniche e rovistare senza paura. Il premio è il ritrovamento di oggetti bellissimi e di misteriosa provenienza: una bambola anni 30, occhiali, vecchi gioielli anni 40, portapillole anni 50 in madreperla… tutte cose che poi ritrovate nelle vetrine di deliziosi negozi vintage a caro prezzo.

Diario di un piccolo riciclo Giulia Cassano

Questa volta sono attirata da un abito rosa confetto che spicca in mezzo a una montagnola di stracci spiegazzati…

Affezionata come sono ai vestitini pastello anni 60, lo prendo, pensando di adattarlo alla moda baby e corta del tempo che fu: un abitino da ragazza.

Adoro i vestiti di Blow up, Jane Birkin e le sue calze colorate. Insieme ai grandi colletti infantili (come Mia Farrow in Rosemary’s baby), esercitano su di me una grande attrazione se abbinati a piccoli abiti corti.

Diario di un piccolo riciclo Giulia Cassano

La moda giovane degli anni 60 ha uno stile disinibito, esempio di grande libertà di espressione e possibilità economiche. Il modello di riferimento non è più la donna formosa, ma l’adolescente dalle lunghe gambe magre, come la famosa modella Twiggie, icona dell’epoca. La minigonna diventa protagonista, dopo il lancio di Mary Quant a Londra, abbinata alla calzamaglia in cotone rosso verde e blu. In questi anni è proposta anche una curiosa varietà di materiali riferiti alla cosiddetta “era spaziale” lanciata da Courreges, in cui plastica, materiali sintetici e lurex sono protagonisti.

Lo stile giovane anni 60 è rivoluzionario, condiziona il modo di vivere e il rapporto fra le persone e fra i sessi. A San Francisco si affaccia la cultura hippie, dove anime e costumi sono liberati dalle catene.

Diario di un piccolo riciclo Giulia Cassano

I figli dei fiori si esprimono nell’abbigliamento con la massima libertà possibile: uno stile di vita che proseguirà poi nel successivo decennio. Nel bellissimo musical Hair, durante una festa borghese, s’introducono abusivamente i variopinti protagonisti della storia: è visibile la forte contrapposizione fra il delicato panorama cromatico del mondo dei “ricchi” e la forza stridente degli abiti hippie. Anche in Across the Universe, sulle melodie dei Beatles, giovani di diversa estrazione sociale vivono la New York in fermento rivoluzionario.

Diario di un piccolo riciclo Giulia Cassano

 

Il restyling

L’abito è in condizioni perfette, la stoffa integra. Ecco i passaggi:

– tolgo i bordini in paillettes argento da collo e maniche;

– accorcio le maniche;

– rimpicciolisco in generale l’abito (orlo accorciato e restringimento sul fianco con aggiunta di zip laterale);

– aggiungo decorazioni varie (perline applicate a mano) su scollo e davanti.

Tanta nostalgia per gli anni 60: la musica, i colori, le forme, le energie, il fermento, i cambiamenti…

Diario di un piccolo riciclo Giulia Cassano

2 Responses

  1. Miriam says:

    Bello Giulia 😀
    fresco e divertente

  2. betta says:

    articolo bellissimo giuli!!!! è un piacere leggerti, mi hai incantata e mi hai fatto venire voglia di vedere “hair”! grazie, continua a scrivere!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Top