VIRUS HOMO SAPIENS. La luce di avaf

di Sarah Corona

avafassume vivid astro focus, another violet alien fetus, absolutely venomous accurately fallacious, a very anxious feeling, adore voluptuous actresses forever, assuming vast astrological facts, admirers vegans appreciators followers, a voi amici fantastici, amorously vaticinating agamogenesis fun, always verbally anticipating fame, aligning vital ascending fun, aviation voluntarily assumes fornication, adalgisa vienense austra’­aca fogueta’£o!, anzicchè fuori vedo avanti, assisterende voluma’¸se avtroppende fripassasjerer… solo per citarne alcuni dei pseudonimi/acronimi che il duo artistico avaf usa per le proprie opere/progetti.

Poiche’ si’, i due artisti non vogliono focalizzarsi su se stessi, come creatori, non vogliono essere un’entita’  o una personalita’ , unica e determinata, ma preferiscono cambiare ogni volta e assumere aspetti diversi, specifici e direttamente connessi alla causa che intendono sostenere. Si potrebbe paragonare avaf ad una pelle di serpente camaleontica, che (si) cambia in continuo, senza limiti o preconcetti, e che si adatta sempre al nuovo ambiente.

Infatti, non si puo’ parlare solo di “opera”, ma serve una doppia connotazione: opera/progetto, perche’ deviano dall’oggetto d’arte come lo consideriamo tradizionalmente in quanto assumono aspetti ambientali, escono fuori dagli schemi, offrono una vera esperienza, quasi sinestetica. Sono l’esito di un pensiero piu’ ampio, e sono aperte a essere vissute, assorbite, contaminate, e condivise.

Le opere/prodotti sono composte da due elementi: da un lato c’è l’opera d’arte, dall’altro un’ esperienza di vita, dalle infinite combinazioni. Con questo carattere dicotomico, avaf danno voce ad un’infinita’  di progetti e un inesauribile numero di elementi che ne sono parte. Immagini, materiali, media, colori, misure, pesi…

Ogni opera/progetto si presenta come una specie di caleidoscopio gigante, senza un preciso ordine di assemblaggio, ma con un’ infinita’  di possibilita’ , di rappresentazioni e di interpretazioni. Come un gioco pirotecnico il cui motore è la cognizione che siamo quotidianamente bombardati da immagini e informazioni senza precedenti.

Le nuove tecnologie, le nuove potenzialita’  d’internet e le sue infinite opzioni di condivisione dell’informazione, hanno aumentato in modo esponenziale l’accesso alla conoscenza, e la percezione, comunicazione e molteplicita’  d’espressione. L’esito è una “nuova specie, un essere tra uomo e virus, capace di pensare, immaginare e processare informazioni ad alta velocita.” VIRUS HOMO SAPIENS. Welcome to the club!

 

Ossessioni, bizzarrie, magnificenza e ansia sono elementi centrali nelle opere/progetti di avaf, nelle quali il neon è spesso uno degli elementi portanti.

Spazio e tempo si presentano su diversi livelli sensoriali, e la luce, grazie al neon, si presenta in forma tridimensionale. L’aspetto irresistibile e accattivante che il neon emana, e la sua qualita’  un po’ vintage, suscita sentimenti di melancolia e sorpresa allo stesso tempo. Dalle forme piu’ diverse, e a scale di colori infinite, i neon di avaf abitano dentro le opere/progetti e gli danno letteralmente vita. Conferiscono quel tocco nostalgico e contemporaneo, rafforzano l’aura dell’opera d’arte, in quanto elemento ontologico e fondamentale dell’opera stessa. E avaf non si limitano a realizzare singoli elementi al neon, che completano le loro installazioni in termini visivi e di contenuto, ma progettano addirittura combinazioni di singoli pezzi, che interagiscono tra di loro e che creano forme nuove tramite l’accensione cronologicamente differenziata. Intermittenze di luce  che fanno diretto riferimento ai comportamenti nevrotici della nostra societa’  contemporanea, mantenendo pero’ quel mistero e aspetto ipnotico che sono propri di questo medium.

 

All’interno delle grandi installazioni, i neon non sono quindi soltanto elementi complementari al tema/messaggio, ma rappresentano aspetti psicologici della contemporaneita’ . C’è una forte connotazione scultorea, e le sembianze totemiche delle combinazioni di neon non fanno altro che sottolineare l’aspetto irreale e mistico delle scene rappresentate. Spesso interattive, le opere/progetti mettono a confronto lo spettatore con un mondo del tutto fantastico nonostante si tratti di elementi della nostra vita quotidiana, selezionati, isolati e poi ripresentati in un nuovo contesto attraverso il loro personale filtro creativo. Il caos che regna è qualcosa tra l’inferno di Dante e l’interno di un tablet digitale. Una grande metafora di un sistema di scambi d’informazioni e immagini. La luce fluorescente invade non solo lo spazio, ma l’intera opera/progetto, e infine trafigge anche lo spettatore con i suoi colori, pulsioni, impressioni in modo quasi virale. Che sia naturale o artificiale, la luce rimane una forza divina, che affascina e attira piccoli e grandi, giovani e anziani, che genera vita e incita la fantasia innata in tutti i noi. Non possiamo immaginarci un’opera di avaf senza la luce (anche se ne esistono) e  la combinazione tra gli infiniti materiali e quei tubi al neon formati sapientemente, è semplicemente totale.

avaf avrebbero detto “ancora virus altamente fortuiti” noi invece: altra vera arte fantastica!

Cit. avaf

 

Photo Credits: 

Avaf - installation view

1 | “another violet alien fetus”, 2009 – neon, transformer – 4 1/2 x 50 x 1 inches – Edition of 8
2 | “american virgin astonishing fecundity”, 2009 – neon, transformer – 7 3/4 x 51 1/4 x 1 inches – Edition of 8
3 | absolutely venomous accurately fallacious (naturally delicious) – mixed-media installation – Deitch Projects, Long Island City, New York – May 10 – August 10, 2008 – “Neon Box Head” animated neon and two way mirror – “absolutely venomous accurately fallacious (naturally delicious)” reconstructed Brooklyn house facade, Giant Lady sculpture and neons
4 | absolutely venomous accurately fallacious (naturally delicious) – mixed-media installation – Deitch Projects, Long Island City, New York – May 10 – August 10, 2008 – “Neon Box Head” animated neon, transformer and two way mirror
5 | absorb viral attack fantasy – mixed-media installation – Hiromi Yoshii Gallery, Tokyo, Japan – April 1-28, 2006 – “Blade Runner on Hexagon”, 2006 Animated neon on painted plywood base, transformer – “Colored Triangles”, 2006 Neon and transformer – “Bus Placard”, “Contortionist Placard”, 2006 Self-adhesive vinyl print mounted on cut to shape plywood – “Sodomy is not a Civil Right”, 2005 Balloons – “Butch Queen 5”, 2006 Wallpaper
6 | artistiquement voue’ au feu – mixed-media installation – Galerie Hussenot, Paris, France – May 6 – July 7, 2010 – “Nothing Novel, Nothing Strange Part 2”, 2008 Animated neon, one-way mirror, plexiglass, controller, motor, aluminum – “ancient virus attacks francophones!”, 2010 neon, aluminum, transformer – 170 cm x 120 cm x 12 cm – Ed. of 1
7 | “nakesha mimi kiki toy supriya ferrari tocarra dark tamala latoya skye”, 2007 (detail) – animated neon, synchronizing DMX system, and music – neon installation part of “a very anxious feeling”, 2007 solo exhibition at John Connelly Presents
8,9 | “homocrap #2”, 2005 – mixed-media installation – Galleria Massimo de Carlo, Milan, Italy – “Eye Neon” animated neon and transformer – “Tom Cruising 2” Wallpaper – peanuts
10 | aqui volvemos adornos fra’­volos – mixed-media installation – Peres Projects, Berlin, Germany – September 20 – October 25, 2008 – “Nothing Novel, Nothing Strange Part 2”, 2008 Animated neon, one-way mirror, plexiglass, controller, motor, aluminum – Paper masks with 3D fireworks lenses
11 | aqui volvemos adornos fra’­volos – mixed-media installation – Peres Projects, Berlin, Germany – September 20 – October 25, 2008
13 | abra vana alucinete fogo – mixed-media installation – Casa Tria’¢ngulo, Sa’£o Paulo, Brazil – September 1 – October 7, 2006 -“Indio Frying Hot”, 2006 animated neon and transformer – “Portal”, 2006 (in collaboration with Kleber Matheus) neons and plexiglas – “Spinning Top Bananas”, 2006 (in collaboration with Kleber Matheus and Fa’¡bio Gurja’£o) neons, transformers, plywood, wicker baskets, color lights, plexiglas – “2 Fanzine Abravanation 1 and 2”, 2006 Wallpaper

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