A precious skin – Victoria Ledig

di Rossella Locatelli

 

Nella lingua inglese di uso comune esistono due termini per definire quello che genericamente in italiano indichiamo come “pelle”: skin e leather. I due sostantivi, come significato, non possono essere sinonimi. O meglio, pensarli come tali significa non riconoscere la differenza tra un materiale vivo e lo stesso materiale dopo che è stato sottoposto a una serie di lavorazioni artigianali o processi industriali che l’hanno trasfigurato fino a renderlo irriconoscibile dallo stato originario.

La tesi di laurea di Victoria Ledig, ex studentessa della Design Academy Eindhoven, spinge a una presa di coscienza di questo contrasto, raramente percepito da noi consumatori. Precious skin (2012) non è un lavoro accomodante. Potremmo definirlo perfino spietato nella sua raffinata sintesi: una serie di borse, astucci e pochette ottenuti recuperando pezzi che vengono normalmente scartati dall’industria del pellame. Pensarli come forme di sofisticato riciclo non è la strada giusta. Si tratta di un approccio che mette il pubblico molto piu’ alle strette, che tocca la sfera del “perturbante”, inteso come, citando le parole di Freud, “quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a cio’ che ci è familiare”.

Ledig toglie ogni orpello e decorazione, riduce al minimo i trattamenti a cui sottopone le sue creazioni e annulla i dettagli che costruiscono la pelleteria tradizionale; pochissime cuciture, niente zip, tasche o bottoni, i sistemi di chiusura sono nastri, sempre in pelle. Il risultato finale è splendido e crudele: la pelle rimane morbidissima, il desiderio di toccarla prevale, salvo poi fermarsi… qualcosa ci turba. Non è forse un ispessimento dell’epidermide intorno alle articolazioni quel punto tanto piacevole al tatto? O forse una parte del muso del bovino d’origine?

Mettendoci a disagio, ecco il materiale puro, skin appunto, che si palesa in tutta la sua bellezza, ricordandoci da dove tutto nasce e dove forse ha senso che torni l’appeal naturale dell’oggetto in pelle.

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