NOI ASPETTIAMO FUORI

NOI ASPETTIAMO FUORI

INTERVISTE POLITICAMENTE SCORRETTE
Testo: Gianluca Mercadante
Immagini: Matteo Bertone

 

Siamo in crisi. Siamo in guerra, anzi, sebbene la guerra abbia cambiato nome e non si combatta piu’ con bombe, fucili, carri armati. La guerra “2.0” si è aggiornata e ammodernata, percio’ si vince o si perde a suon di economia e il popolo bisogna cercare di distrarlo dalla sitiuazione come meglio si puo’. Ma il popolo è gia’  bravissimo a distrarsi da solo ed ecco allora che la notizia di un pianeta interno al nostro Sistema Solare, declassato e condannato a divenire un non-pianeta, genera polemiche, innesca la miccia e porta qualcuno a scendere in strada, nel tentativo di manifestare pubblicamente il proprio viscerale dissenso.
Ma è proprio Plutone, il problema?

Buongiorno.
Buongiorno.

Lei si chiama?
Antonio.

Perche’ manifesta contro il declassamento di Plutone, Antonio?
Perche’ l’uomo non ha nessun diritto di decidere una cosa del genere.

Chi ha scoperto Plutone?
L’uomo.

Chi ha chiamato Plutone Plutone?
L’uomo.

E allora l’uomo qualche diritto di declassare un pianeta ce l’avra’  pure, no?

Cosa fa nella vita, Antonio?
Il disoccupato.

Per lavoro o per hobby?
Eh?!!

Il disoccupato non lo si fa, Antonio, disoccupato lo si diventa. Lei cosa faceva prima di fare il disoccupato?
Il disoccupato.

In sintesi, non ha mai lavorato in vita sua? a’ˆ cosi’?…
Esatto.

E non si potrebbe declassare anche lei? Da disoccupato a mai occupato.
No, disoccupato va benissimo.

Nullafacente non le suona piu’ calzante?
No.

Allora trova forse piu’ esotico il napoletano “jettato”, che sta per “gettato”, “buttato”, come una cosa inutile?
Le ripeto: disoccupato va benissimo, grazie.

Disoccupato vuol dire “non piu’ occupato”, Antonio. Lei non puo’ ambire allo scatto sociale del disoccupato senza aver prima concluso un contratto di lavoro.

Lei, Antonio, va declassato.
Ci pensera’  chi di dovere.

Per esempio?
Lo Stato. O i miei genitori.

Lei vive a carico dei suoi genitori, Antonio?
Si’.

Partecipa alle spese di casa, Antonio?
Beh, no… io vorrei, ma sa… i genitori sono i genitori.

Quindi, se vivesse a casa degli zii…
No, cioè, che c’entrano adesso gli zii?

Me lo dica lei, Antonio. Supponevo, sbagliando, che la sua non partecipazione alle spese di casa si dovesse alla disoccupazione, non a una questione di gerarchie famigliari.

Quanti anni ha, Antonio?
Trentotto.

Cos’ha studiato?
Sono laureato in ingegneria.

E non trova collocamento?
No, non è che non trovo collocamento: non me ne frega niente di lavorare. Cioè, non adesso, dai, sono ancora giovane.

Non pensa, Antonio, che quell’ancora racconti molte cose?

D’accordo, non pensa. Non pensa, non lavora, vive a scrocco… come passa la giornata, Antonio?
Su internet.

Ed è grazie alla rete che ha abbracciato la causa di Plutone?
Certo.

Con tutti i problemi che abbiamo su questo pianeta, perche’ dovrebbe preoccuparci il declassamento di un altro pianeta, Antonio?
Perche’ l’uomo non ha nessunissimo diritto di…

Antonio, la domanda è piu’ complessa: mi dica perche’ dovrebbe fregarcene qualcosa di Plutone secondo lei, secondo il suo punto di vista personale. Tutto qui.
Tutto qui? Ma lei si rende conto che la questione è delicata? Lei si rende conto che un pianeta, un intero pianeta, dall’oggi al domani, puo’ non esistere piu’? E per fare questo, come si fa? Basta sedersi a un tavolo e deciderlo. Il giorno che certa gente decidera’  di sedersi a un tavolo per decidere delle nostre vite, voglio vedere se per lei sara’  sempre tutto qui.

Lei s’è mai seduto a un tavolo per decidere almeno della sua, di vita?
Io della mia vita sono padrone.

E che cosa ci ha fatto, con la sua vita?
Ci ho fatto quello che ci ho fatto.

Ovvero?
Niente.

Niente cosa?
Niente niente.

Antonio, lei sta dicendo che della sua vita non ha fatto niente?
Esatto.

E non crede sia meglio occuparsi in maniera approfondita e urgente di questa problematica, piuttosto che di Plutone?

Antonio, lei non ha nulla da dire.
A proposito di cosa?…

No, no, Antonio, non ci siamo capiti: la mia non era una domanda. Lei, Antonio, non ha nulla da dire.

Passa il suo tempo al pc e scende in strada per una stronzata che se la spiegassi a mio padre e mia madre non saprebbero neppure di che diamine sto parlando. E sa perche’ non lo saprebbero?
No.

Perche’ mio padre e mia madre hanno sempre lavorato, hanno vissuto la vita e hanno ben altri problemi per la testa, Antonio.
Io l’ingegnere non lo faccio.

E di cos’altro potrebbe occuparsi, al di fuori dell’attivita’  non remunerata di manifestante pro-plutoniano?
Il muratore.

Prego?…
Il muratore. Ho sempre sognato di fare il muratore. Lo so che è strano, ma è cosi’.

E… e, scusi, Antonio, e dirlo prima, a mamma e papa’ ? Sa quanti soldi avrebbero risparmiato? Forse forse ci scappava pure la casa nuova, col figlio muratore.
Dicevano che una laurea è importante.

E cosa ci ha fatto, lei, con la laurea?
Ci ho scritto un cartello, me lo sono appeso al collo e sono sceso in strada a manifestare per i diritti di Plutone.

Buona vita, Antonio.
Buona vita a lei.

Grazie e arrivederci.
Arrivederci.

 

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Bio:

Gianluca Mercadante è nato nel 1976 a Vercelli. Decine di suoi racconti sono apparsi in antologie, riviste e per il Giallo Mondadori. Ha pubblicato “McLoveMenu” (Stampa Alternativa 2002, Premio Parole di Sale), “Il Banco dei Somari” (NoReply, 2005), “Nodo al Pettine — Confessioni di un parrucchiere anarchico” (Alacra’ n, 2006), “Polaroid” (Las Vegas, 2008), “Cherosene” (Las Vegas, 2010), “Caro scrittore in erba…” (Las Vegas, 2013), “Noi aspettiamo fuori” (Effedi’, 2014), “Casino’ Hormonal” (Lite Editions, 2015). Con Daniele Manini ha inoltre curato l’antologia “Liscio assassino” (Ed. Zona, 2014), allegata all’omonimo album dei Banda Putiferio. Ha scritto di critica letteraria per “La Stampa”, “Orizzonti”, “Pulp” e “Satisfiction”.
I suoi ultimi libri sono “Caro lettore in erba…” (Las Vegas, 2015) e “L’uomo che non esiste” (Intermezzi, 2016).

Matteo Bertone nasce nel 1975 a Vercelli. Frequenta il Liceo Classico e si laurea in Farmacia presso l’ateneo milanese. Fin da piccolo manifesta una predisposizione per il disegno e dopo gli anni universitari scopre l’impellente necessita’  di scrivere. Esordisce con due romanzi dalle tinte ironiche: “La mossa del Bradipo”, romanzo illustrato del 2002, e “Soggetti Smarriti” del 2004. Nel 2011, con “L’inverno di Teresa”, è tra i finalisti del concorso “Storie di Febbraio” di ISBN Edizioni e con il romanzo breve “La memoria dell’acqua” si classifica al secondo posto del Premio Letterario Isola del Giglio. Nel 2014 illustra “Noi Aspettiamo Fuori” di Gianluca Mercadante, pubblicato da Effedi’ Edizioni. Ad aprile 2014 esce con “Diurno Imperfetto” per Nero Press Edizioni. A novembre 2015, sempre per Nero Press Edizioni, esce “Illustri Vampiri”, libro illustrato per bambini.

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