Mademoiselle Maurice, street art ed ecologia

di Laura Luppi

 

I suoi interventi nelle principali città europee – ma anche in Giappone, in Vietnam e a Hong Kong – sono inconfondibili. Imbattersi in essi è un’esperienza curiosa e divertente.

Mademoiselle Maurice non modifica mai in modo permanente gli edifici prescelti come supporto materiale delle sue opere, costituite di coloratissimi origami, applicati con bioadesivo alle pareti di ponti, edifici pubblici e scalinate. Un mondo variegato di vibrazioni positive, animato dalla magia della carta e dall’arte di piegarla per formare figure semplici, ma di grande impatto comunicativo. Comporre scritte, ritratti (o anche solo forme geometriche) diviene così mestiere da architetto e designer per chi, come Mademoiselle Maurice, è in grado di miscelare tradizione e contemporaneità, cultura orientale e timbrica occidentale.

Secondo un’antica leggenda del Sol Levante, la pratica degli origami permette di realizzare un desiderio, qualora lo si esprima durante la creazione di 1000 forme a gru. Legata a questo mito, esiste anche la storia di una bambina vittima delle radiazioni atomiche della bomba lanciata su Hiroshima: purtroppo non fece in tempo a creare le sue 1000 gru, morendo prima di leucemia.

La sensibilità creativa dell’artista si è avvicinata in maniera radicale a questa tecnica e alla triste vicenda della bambina, tanto da mostrarne evidenti tracce in alcuni dei suoi progetti più riusciti. Ha varcato le soglie della pittura e della fotografia e raggiunto così l’interazione di diverse discipline: un nuovo legame tra arte visiva ed editoria, tra musica e teatro, come in “Story of the girl’s fight for birds”.

Infine, durante la sua permanenza a Tokyo ha trovato ispirazione per molte delle opere plastiche presentate negli ambienti esterni più svariati, ma anche in quelli interni più consueti, come gallerie private e musei. Per molteplici che siano, in ognuna delle installazioni lo sguardo resta sempre rivolto all’ecologia, a uno stile di vita green ed ecosostenibile: Mademoiselle Maurice utilizza per lo più carta riciclata e biodegradabile al 100%. Il simpatico autoritratto sul ponte di Angers è uno dei tanti esempi in cui non mancano ironia e ilarità, ma soprattutto l’intenzione di giocare con l’Arte e imparare da essa il rispetto per la natura con progetti urbani a impatto zero.

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