Luce dinamica: United Visual Artists

di Alessandro Trabucco

Cosi’ come negli show musicali dei Massive Attack, di cui si è parlato nella prima parte, anche nei progetti autonomi il collettivo UVA tiene sempre presente l’aspetto di coinvolgimento fisico ed emotivo dello spettatore, con la creazione di una parte del lavoro attraverso la messa in atto di un “comportamento” dell’opera, che si attiva proprio per mezzo del passaggio di una persona o semplicemente della presenza fisica nello spazio attiguo ad essa.
Come l’opera Monolith, del 2005, un blocco alto 3 metri composto da LED e posizionato nel giardino John Madejski del Victoria & Albert Museum di Londra, una forma minimale in netto contrasto con la struttura barocca del Museo. La sola presenza umana fa modificare istantaneamente luci e suoni rilassanti in tonalita’  e intensita’  piu’ forti, espressione simbolica di un mutamento di temperamento e di forza al suo interno.
Lo stesso avviene, in dimensioni piu’ estese, con l’installazione intitolata Volume, del 2010, sempre realizzata nel giardino del V&A Museum di Londra come sviluppo naturale di Monolith e poi esportata in altri luoghi, Hong Kong, Taiwan, Melbourne e San Pietroburgo. In questo caso UVA ha creato un’ordinata selva di colonne luminose a LED che emettono suoni in corrispondenza del movimento stesso dei visitatori, azionati da alcuni sensori. In questo modo ogni spettatore puo’ creare un proprio percorso audio/luminoso in accordo col programma inserito in ogni singola colonna. Maggiore è il numero di persone (il Direttore creativo Matthew Clark parla esplicitamente di “esperienza di gruppo”) piu’ complessa sara’  la melodia che ne scaturira’ . Sono soprattutto sonorita’  ipnotiche, proprio simili a quelle della minimal music storica degli anni ’70, Terry Riley, Steve Reich, La Monte Young, Tony Conrad.
L’utilizzo della luce è preponderante proprio per il coinvolgimento emotivo che essa produce sulle persone, Clark utilizza la metafora della falena che viene attratta dalla lampadina per descrivere questa fascinazione della luce nei confronti del pubblico, che è sempre invitato a dialogare con le opere.
L’aspetto piu’ evidente delle installazioni di UVA è la perfezione maniacale di ciascun elemento costitutivo ogni installazione, la cura per l’aspetto tecnologico e formale (in senso positivo) quasi sempre necessariamente minimale ed essenziale.
Un’altra interessante opera da prendere in esame è Momentum, installazione realizzata nello spazio The Curve del Barbican Centre di Londra. Anche in questo caso luce, suono e movimento sono integrati alla perfezione nella creazione di un’esperienza immersiva totale. L’opera prende origine dall’esperimento effettuato col Pendolo di Foucault per la dimostrazione della rotazione terrestre. In questo caso UVA pone in relazione il movimento meccanico con quello naturale, attraverso 12 oggetti luminosi messi in oscillazione simultanea. La suggestiva location predispone lo spettatore ad un’esperienza di particolare coinvolgimento sensoriale, soprattutto quando le oscillazioni subiscono dei leggeri sfasamenti in grado di alterarne la percezione, non solo otticamente ma anche, data la forma curvilinea dello spazio, fisicamente.
Il collettivo lavora a progetti temporanei come ad installazioni permanenti, studiando, soprattutto in questo secondo caso, le specifiche caratteristiche tecniche per poter superare le difficolta’  oggettive di una durata espositiva illimitata di materiali comunque deperibili e necessariamente bisognosi di una costante manutenzione.
Un’altra caratteristica molto interessante, soprattutto dal punto di vista umano, è il desiderio di Matthew Clark, il cui figlio è affetto da una grave forma di autismo, di realizzare progetti idonei a persone con disabilita’  fisiche, sensoriali e di comunicazione, riuscendo in questo modo a sviluppare tecnologie che vadano al di la’  della pure percezione artistica, rimandando il compito dell’arte a piu’ alti valori etici, oltre che puramente estetici.

Photo credits: United Visual Artists
https://uva.co.uk

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