LIGHT, Or Not Magazine – Introduzione

di Alessandro Trabucco

 
In questa sezione presentiamo artisti italiani e internazionali la cui ricerca ha come soggetto principale la luce.

Non è dedicata esclusivamente alla light art in senso stretto, intesa come corrente artistica ben definita e descritta in un ambito limitato, caratterizzato da precise regole stilistiche. Analizza piuttosto una serie di personalita’  artistiche il cui lavoro privilegia la luce, sia come elemento fisicamente costitutivo dell’opera, sia come riferimento visivo metaforico e simbolico.

Nel primo caso (quello della light art) la luce è utilizzata come materia prima, plasmata direttamente dall’artista, cosi’ come il pittore stende il pigmento colorato sulla superficie della tela; nel secondo caso la luce è rappresentata come soggetto, a prescindere dalla tecnica artistica scelta dall’artista.

Le linee guida alla base della selezione delle opere da pubblicare saranno il rispetto della natura stessa di questa forma di energia pura e l’attualita’  tecnologica del linguaggio utilizzato.
Dai fondi oro delle icone bizantine, sino alla scomposizione cromatica dei postimpressionisti, passando dal forte simbolismo della luce rappresentata nella pittura seicentesca, per arrivare all’oggettualita’  di certi quadri di artisti successivi e di influenza caravaggesca (citando brevemente solo due esempi, da Georges De La Tour sino a Joseph Wright of Derby), la protagonista di questa sezione è proprio quella stessa luce, ma interpretata con lo sguardo del nostro secolo, cioè documentata con un approccio tecnologico dinamico e attuale.

A partire dalle sperimentazioni fotografiche nei primi decenni del Novecento, ovvero quelle svolte direttamente in camera oscura senza il supporto dell’apparecchio meccanico e nelle quali la luce era interpretata come “scrittura” diretta sul foglio ricoperto di emulsione fotosensibile, la luce stessa è diventata, nelle esperienze artistiche a partire dagli anni ’60 e col supporto delle nuove scoperte in ambito scientifico e tecnologico, la protagonista assoluta di opere straordinarie, compiute da artisti che hanno varcato quel confine che separava il tangibile dall’immateriale. Il gruppo californiano Light and Space, attivo tra la meta’  degli anni ’60 e il decennio successivo, ha avuto tra i suoi esponenti piu’ autorevoli Robert Irwin, James Turrell, DeWain Valentine, Dough Wheeler. In Italia, negli stessi anni, l’artista torinese Piero Fogliati compie le sue sperimentazioni piu’ importanti sull’ottica, sulla percezione visiva e sull’immateriale. Un altro grande esponente europeo delle nuove generazioni di light art è Olafur Eliasson.

La fotografia e l’installazione sono quindi i media piu’ rappresentativi e saranno i piu’ rappresentati in questa sezione, poiche’ linguaggi ideali e piu’ diretti allo scopo. Operare una scelta critica e prendere una posizione definita nella proposta di un punto di vista ben preciso, comporta la responsabilita’  di effettuare una ricerca estesa, ma anche rigorosa, stabilita da una chiarezza di idee che non puo’ ammettere deviazioni di percorso, ma stabilire dei riferimenti dai quali non è possibile allontanarsi. Riferimenti che saranno evidenziati strada facendo. Buona lettura.

 

IMMAGINI

1. Georges de la Tour – Mary Magdalene with a night light, 1630-35
2. Joseph Wright of Derby – An Iron Forge 1772
3. Robert Irwin’s “Untitled” (Sphere) at Albright Knox in Buffalo, New York
4. James Turrell – Dhatu, 2010
5. Dewain Valentine, Rainbow ring, 1972
6. Doug Wheeler – Untitled 1969 sprayed lacquer on acrylic with neon tubing – 91 1/2 x 91 1/2 x 7 1/2 inches 232.4 x 232.4 x 19.1 cm
7. Piero Fogliati, Prisma Meccanico (1967) 1989
8. Olafur Eliasson – The weather project, 2003

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