Light on Earth: Marco Brianza

di Alessandro Trabucco

 

Nell’Impressionismo pittorico la rappresentazione della luce naturale – e dei suoi mutamenti di intensita’  durante l’arco della giornata – è stata uno dei soggetti principali nelle tele dei suoi protagonisti principali. L’impressionista abbandonava il proprio studio e le tematiche storiche o di genere, per rivolgere l’attenzione, oltre che alla vita borghese, alla natura, con lo scopo di coglierne colori e atmosfere “in diretta”.

Celeberrimi i quadri di Claude Monet, eseguiti dal grande artista verso la fine dell’800: ad esempio, la Cattedrale di Rouen rappresentata dallo stesso punto di vista e ad ogni ora del giorno, documentando cosi’ le variazioni della temperatura cromatica colte proprio sulla facciata della chiesa. Una sorta di studio di ottica e di cromatologia eseguito non con strumentazioni particolari, ma solo attraverso l’osservazione soggettiva.

Claude Monet -Rouen Cathedral Facade and Tour AlbaneI

Claude Monet - La Cathedrale de Rouen Le Portail et la tour Saint-Romain, plein soleil

Claude Monet – Rouen Cathedral Facade and Tour d’Albanel e La Cathe’drale de Rouen Le Portail et la tour Saint-Romain, plein soleil

Allo stesso modo Marco Brianza, artista di formazione tecnico-informatica, nella sua serie fotografica dal titolo Light on Earth, ha eseguito una serie di immagini che documentano le variazioni di intensita’  della luce di un particolare soggetto in differenti momenti colti nelle 24 ore del ciclo giorno/notte (che possono essere di un’ora sino a un giorno intero), pero’ non piu’ interpretate soggettivamente attraverso il proprio sguardo, ma servendosi di tecnologie avanzate: una fotocamera digitale ed un software scritto da lui stesso ad hoc.

L’ideale dell’artista come profondo conoscitore di tutti gli aspetti tecnici del proprio linguaggio espressivo – e che si crea con le proprie mani e il proprio ingegno gli strumenti necessari di cui ha bisogno per ottenere al meglio il risultato prefissato – fornisce le indicazioni fondamentali sulle capacita’  effettive che egli deve inevitabilmente possedere: Marco Brianza incarna alla perfezione questo esempio.

Marco Brianza - One day skyMarco Brianza - One day horizonMarco Brianza - One hour brickwallMarco Brianza - Sunset in my studio

Light on Earth indaga la luce naturale e le sue variazioni, ma la particolarita’  di questo progetto è la composizione di ciascuna immagine, fatta da una serie di strisce verticali di una larghezza variabile calcolata in pixel ed estratte dal software in un punto ben preciso stabilito dall’artista stesso e da un numero di scatti calcolato in base alla durata di ripresa del soggetto e all’intervallo stabilito tra uno scatto e l’altro.

Si ottiene cosi’ un’immagine finale che è effettivamente composta dalla successione di un unico dettaglio, ma che trova un suo sviluppo temporale lineare da sinistra verso destra, ricostruendo e restituendo, ma solo in apparenza, la fisionomia e la dimensione spaziale del soggetto stesso.

image descriptionMarco Brianza - 2 hours parquetMarco Brianza - Candlelight variationsMarco Brianza - 100 minutes sea

Marco Brianza, immagine “100 minutes sea”, 2010

L’opera “100 minutes sea” rappresenta – forse nel modo piu’ efficace – la somiglianza, esclusivamente apparente, della serie Light on Earth con una pittura di tipo impressionista o post impressionista (il cosiddetto pointillisme/puntinismo) sviluppate alla fine del secolo XIX dai piu’ grandi artisti francesi dell’epoca.

In questo caso l’effetto puntinato o, elettronicamente parlando, “pixellato”, è dato da due particolari fattori: uno di tipo tecnico e l’altro esclusivamente “soggettivo” (nel senso di costitutivo del soggetto rappresentato).

La composizione dell’immagine è fatta solo di strisce verticali di uno spessore piuttosto stretto, ma variabile, accostate l’una all’altra in un assemblaggio digitale. Le riflessioni luminose e le increspature della superficie del mare aggiungono una sensazione di scansione orizzontale delle variazioni di colore e luce, accentuando la sensazione visiva di una struttura “a mosaico” dell’immagine.

Marco Brianza isola un unico dettaglio dell’intera immagine (che definiamo per comodita’  “modulo”), che rappresenta del soggetto fotografato solo una piccola parte, astratta e irriconoscibile, se presa in se’ stessa come singola componente. La ripetizione controllata di questo singolo dettaglio crea una nuova immagine, ricostruita dal software e riconosciuta dall’occhio umano come un insieme finito, perche’ costituito dalla differenza conferita a ciascun modulo dalla variazione della luce naturale.

 

IMMAGINI

Tutte le immagini sono courtesy dell’artista

“One day sky”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 144 x 1,5

“One day horizon”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 144 x 1,5

“One hour brickwall”,2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 90 x 1,5

“Sunset in my studio”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 144 x 1,5

“Black Horizon”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 90 x 1,5

“2 hours parquet”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 90 x 1,5

“Candlelight variations”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 144 x 1,5

“100 minutes sea”, 2010
elaborazione con software digitale
Duratrans print, LED backlight
cm 33 x 90 x 1,5

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