Perche’ leggere rimane una priorita’ 

logo primo scaffale

PRIMO SCAFFALE: la rubrica di recensioni di ornotmagazine.
di Franco Broccardi

 

Atelier I luoghi del pensiero e della creazione. Di Elisabeta Orsini Edizioni Moretti Vitali

Ci sono luoghi che vivono sospesi a meta’  strada tra idea e forma. Come il silenzio che precede la prima nota, come uno stargate che porta ad altri mondi, come il cunicolo in cui precipita Alice. Sono la pagina bianca a cui punta la penna e su cui ogni storia è ancora possibile, lo spartito vuoto quando tutto puo’ essere creato. La tela prima del colore. Sono i luoghi della trasformazione, del divenire, della creazione.
Questo sono gli atelier degli artisti, le scrivanie degli scrittori. Luoghi in cui entrare non è cosa scontata e sempre sembra di invadere. Elisabetta Orsini lo fa con il rispetto dovuto alla ricerca del loro significato. Come Virgilio ci accompagna fino alla porta, senza entrare, senza voyerismo raccontandoci cosa succede in quei posti ‘al di la’ ’, dove paradiso e inferno convivono nella stessa stanza, dove Jekyll diventa Hyde. Dove vivono i gesti passati e quelli ancora da sognare.
Creare e’ giocare seriamente come giocano bambini, uccidere per poter rinascere, a proprio modo pregare. a’‰ la mente dell’artista che diventa spazio passando attraverso quel luogo che ne allarga i confini fisici, che in quella stanza si prolunga e dove pennelli, tele, fogli e tastiere diventano parte viva.
Per questo a nessuno dovrebbe essere permesso di metterci piede. Sono luoghi privatissimi che non è bene svelare, contaminare. Che sarebbe meglio distruggere piuttosto che profanare. Ed è questo che questo libro ci spiega: il processo creativo e il rispetto che merita, la distanza che esiste tra osservatore e osservato. In un’epoca di partecipazione, di esibizionismo, di condivisione, l’autrice ci ricorda che la creazione è un gesto privato, intimo, personale. Che è il frutto di un percorso unico come la vita di un ognuno di noi e che i luoghi in cui essa avviene sono solo scatole vuote senza il gesto e il suo pensiero.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Top

Continuando ad utilizzare il sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookie. dettaglio

Le impostazioni dei cookie su questo sito sono impostate per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Se si continua a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "Accetto", allora si acconsente a questo.

Chiudi