La pelle della luce

di Afra Rigamonti e Jo Sol

Emergere nel mondo dell’arte è una aspirazione comune tra i creativi. Riuscirci poi, nel mondo dell’ opera e dell’alta gastronomia è un risultato inedito nel panorama contemporaneo.
Franc Aleu c’è riuscito con un’opera tanto sorprendente quanto coerente con il suo percorso.
Erede di una tradizione familiare legata alla fotografia sperimentale, ha saputo cambiare dirigendosi verso territori vasti ed impenetrabili, legandosi a personaggi di primo piano a livello internazionale, come Zubin Mehta e Jaume Plensa, passando per strette collaborazioni con i direttori di scena Carlus Padrisa e a’€lex Oller della “Fura del Baus”.
Lui stesso afferma che il suo lavoro costituisce “la pelle dell’opera”, dato che le sue proiezioni hanno usurpato il ruolo tradizionale della scenografia in grandi produzioni del teatro alla Scala di Milano, la Bastille a Parigi o la opera a New York.
Il suo rapporto con la luce, ispirato dall’ossessione di Richard Wagner di controllare tutti gli elementi scenici, lo ha coinvolto nell’antico ideale wagneriano: la ricerca dell’opera totale.
Questa ricerca dell’arte totale è da sempre legata all’opera fin dal suo concepimento. La stessa parola latina “opera”, plurale della parola “opus”, indica la volonta’  di coniugare un insieme di discipline in uno stesso lavoro.
Questa era la volonta’  di Monteverdi che, con la sua vocazione pioniera, univa arte scenica, musica e canto, ampliata in seguito da Wagner attraverso la sua concezione del “dramma musicale”.
In questo contesto, la esperienza de El Somni deve essere interpretata nella sua interezza. Non è un format innovativo e neppure un esperimento elitario che va controcorrente nel mezzo di una crisi sistemica
El Somni fa rinascere questo antico sogno.
El Somni è un’opera con dodici portate, un banchetto di dodici atti.

 

Conversazione con Franc Aleu

Mai prima d’ora era stata messa in scena una esperienza simile, la cui essenza, in pieno ventunesimo secolo, appare sorprendente.
El Somni è la celebrazione del matrimonio, tra opera e gastronomia. E’ un tentativo di unire tutte le discipline artistiche per creare un momento di bellezza. Un regalo ai sensi.

Qualcosa di insolito oggi!
In tutta umilta’  penso proprio che sia qualcosa di unico, ma adesso non mi appartiene piu’, è il pubblico che deve decidere.

Come e’ nata la idea di dar vita ad un esperimento cosi’ rischioso e trasversale?
Ci sono esperienze precedenti nella storia di questa multidisciplinarieta’ . Vatel, maestro di cerimonia alla corte di Luigi XIV, è stato il pioniere di questa volonta’  di andare oltre, armonizzando discipline diverse per far si’ che un banchetto diventasse un’opera d’arte, mettendo a punto la scenografia, gli abiti, la musica che accompagna i diversi momenti, gli intrattenimenti, senza dimenticare, ovviamente, il menu’.

Wagner per certi versi raccoglie quest’antica aspirazione dell’uomo alla ricerca dell’opera totale…
Davvero la figura di Wagner è stata imprescindibile perche’ potesse prender piede questa ricerca, e El Somni è un altro passo in questa direzione.

Un passo coraggioso. Recentemente il professore di estetica Rafael Argullol uno dei dodici che hanno avuto il privilegio di vedere questo spettacolo cosi’ speciale, ha detto: “El Somni è un’opera rinascimentale, è il compimento in pieno secolo XXI di questa antica aspirazione di far partecipare tutti i sensi ad un’unica esperienza estetica ed esistenziale.”
La cosa interessante di questo lavoro è che non c’è nulla prima, è molto emozionante proprio per la novita’  stessa della proposta. In un certo senso abbiamo piantato un seme, aperto strade per destinazioni sconosciute. Come si sviluppera’  e cosa diventera’  sicuramente ci incuriosisce perche’ rappresenta una cambiamento delle regole del gioco. Non è strano immaginare che in pochi anni potremo cenare in ambienti tematici, sedere al tavolo con commensali virtuali, adattare quello che è un banchetto alle nuove realta’  a partire dalla tecnologia.

Un altro dei fortunati commensali, l’autore delle referenze del mondo gastronomico Harold Mcgee, si è spinto ad affermare che El Somni entrera’  a far parte della cultura popolare…
Quello che oggi è avanguardia domani diventa quotidianita’ , questo è risaputo. Personalmente m’immagino ristoranti fast food che trasformano l’arredamento e l’ambiente con le proiezioni….

Indubbiamente per questa tua prima esperienza hai potuto contare con i migliori chef. La partecipazione de “el Celler de Can Roca” dichiarato quale miglior ristorante al mondo secondo la prestigiosa lista dei “migliori 50”, ha avuto un ruolo determinante per questa opera.
Sicuramente senza I Roca tutto questo non sarebbe stato possibile. El Somni è il risultato di una ricerca alla quale collaboriamo insieme da anni. Senza questa relazione di confidenza, amicizia e reciproca ammirazione non sarebbe stato possibile creare nulla di simile.

Anche le musiche hanno avuto un ruolo cruciale e sono state composte proprio per quest’opera.
Sono compositori per cui nutro grande ammirazione. E’ stato davvero un lusso potere lavorare con loro offrendogli questa liberta’ . Gli ho chiesto solamente che le loro creazioni fossero in sintonia con il concetto chiave di ogni atto. Il risultato è stato una varieta’  molto eclettica di stili che nel loro insieme hanno rispettato le intenzioni del libretto originale, ed in maniera molto libera, hanno portato avanti una storia parallela allo svolgersi del banchetto.

C’è anche un documentario diretto da te che racconta la storia e la messa in scena di questa opera.
Esatto. Si tratta di un documentario sulla sua nascita, prodotto da Mediapro, un altro compagno di viaggio imprescindibile di questa avventura. Il film parla dei retroscena, dei primi passi e dello sviluppo di quest’opera unica.

El Somni è stata presentata al festival di Berlino e ci sara’  una prima simultanea, in Amazon e I-tunes in nove lingue. Anche questo è qualcosa di totalmente nuovo.

 

FOTO CREDITS

1/3. film frame da “El Somni”, Franc Aleu

4. Opera “Bara’³n Ma’¼nchhausen” con scenografa’­a di Franc Aleu

5. Tristan et Isolde (2011) all’Opera di Lyon, proiezione di Franc Aleu

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