JAMES CLAR: L’astrazione del reale

di Sarah Corona

Oggigiorno il limite tra realtà e finzione è sempre più sottile, soprattutto se ci muoviamo nel mondo della scienza e della tecnologia. La natura e i suoi fenomeni occupano un posto sempre meno importante e lo spazio per la comunicazione digitale, nuovi media e social network è sempre maggiore. Questi mondi irreali sono sempre più accessibili grazie a tecnologie sempre più sofisticate ed il loro sempre maggior utilizzo non fa che provocare un silenzioso slittamento dell’esistenza da off- a online.

James Clar ha fatto di questi temi il centro delle sue opere d’arte. Per la maggior parte installazioni al neon, esse rappresentano in modo unico e originale fenomeni naturali e leggi invisibili che governano la nostra esistenza ma di cui, accecati dalla virtualità, non ci accorgiamo più.

Le opere d’arte di Clar sono una semplificazione del sistema natura e una raffigurazione astratta ed artificiale del nostro corpo umano. ‘Iris’ per esempio consiste in un’installazione di diversi tubi al neon disposti a forma circolare, che emulano l’iride del nostro occhio. Nell’occhio umano questo muscolo controlla la quantità di luce che arriva alla retina, nell’installazione la frequenza di luce emessa imita questo meccanismo. Per realizzare ‘One minute dreamstate’ l’artista ha fatto registrare l’attività del suo cervello in stato di sonno. Alle 1.40 del mattino è entrato in fase REM, e proprio questa fase è stata registrata e tradotta in una rappresentazione di luce colorata. Ciò che assomiglia a un grande orologio raffigura in realtà la sua frequenza cerebrale, il tempo e l’attività onirica.

Un’altra importante serie di Clar sono i lavori dedicati all’interpretazione dei fenomeni naturali, come per esempio ‘Rain (Reduction)’. La pioggia, che nella realtà si presenta sotto forma casuale e non lineare, è tradotta in un pattern minimale, organizzato e ripetitivo. Luce e colore riproducono le sue sfumature, la forma e la cadenza temporale. ‘Rain Under Lamppost’ dall’altro lato è composta da un proiettore che emette un raggio di luce conico e trasmette un video che replica la pioggia cadente. L’opera mostra uno spazio volumetrico che a sua volta rappresenta lo spazio interstizio tra mondi virtuali e reali, creando allo stesso tempo una scena riflessiva e illusionistica, come se contemplassimo la pioggia cadente illuminata da un lampione di strada. Lo spettatore è chiamato così a rivalutare tutto il nostro sistema atmosferico, e ciò lo riporta necessariamente a comparare realtà e finzione.

Andando oltre i ‘semplici fenomeni’ metereologici, James Clar si addentra anche nello spazio dell’universo e indaga l’astronomia e il sistema solare. Tra i suoi ambiti di ricerca vi sono per esempio le stelle blu, in verità molto rare, che diventano ulteriore fonte di ispirazione artistica. ‘Blue Star’ è una composizione geometrica che esplora quale sarebbe la nostra realtà  se il nostro sole emanasse luce blu. Come sarebbe il nostro ambiente? Quali sarebbero le nostre piante? I nostri animali? Lo specchio concavo al centro dell’opera permette allo spettatore di specchiarsi e di sperimentare come sarebbe vivere in un mondo sotto una fonte luminosa azzurra.

L’opera che poi si avvicina forse di più alla sua ricerca sull’interferenza tra realtà e mondi digitali e ‘Space Is A Hologram’. Si basa su un filone di ricerca scientifica che dichiara che l’informazione contenuta nel nostro universo potrebbe essere contenuta ugualmente come i pixel su uno schermo. Si pensi che la naturale dimensione dei pixel dello spazio è circa 10 trilioni di miliardi di volte più piccolo di un atomo. Nell’opera Clar cerca di esemplificare questa ricerca, e dimostra come i nostri concetti di spazio e forma possono essere compressi in un unico ologramma bidimensionale. Attraverso linee di luce e colore, il lavoro suggerisce i piani di un cubo tridimensionale, spingendo l’illusione ottica a vedere un reale cubo nello spazio. Il gioco non è creare quest’ultima, ma rilevare con quale semplicità s’innesca questo salto tra la seconda e la terza dimensione. Lo spettatore attento è stimolato a mettere in discussione che forse non è così difficile pensare alla nostra esistenza in una dimensione che vada oltre la terza dimensione!

Il numero di opere di questo genere è notevole e potremmo descriverle una a una, ma la cosa più interessante è indagare lo scenario retrostante e di partenza. Non si tratta soltanto di rendere visibile leggi e fenomeni invisibili, ma di analizzarli e dividerli nei loro componenti essenziali, replicabili attraverso la tecnologia. “Con la tecnologia, ma non la pro-tecnologia, perchè non è, e non sarà, lei a sostituire la natura. Non sarà nemmeno capace di renderci migliori, più felici e neppure meno indipendenti, ma è un dato di fatto che la nostra vita non è più possibile senza di essa. Rappresentare ciò che è invisibile ci consentirà di poter esporre le nostre idee in modo più coerente alla nostra visione mentale, e di viverle con maggiore profondità.” (Cit.) James Clar replica attraverso le sue opere un sistema, evidenzia la differenza tra due mondi, rende possibile accettare ciò che spesso sembra inspiegabile. La luce, il neon, la geometria, sono tutti mezzi, e non metafore, per manipolare materia e trasferire delle informazioni in uno spazio tridimensionale. L’astrazione della realtà, passando attraverso la finzione, diventa reale, e quindi accettabile per ognuno di noi.

Photo credits:
James Clar

1 | James Clar Blue Start 2014 LED Lights, Mirror, Filters, Wire 240cm diameter
2 | James Clar installation view 2014
3 | James Clar Iris 2012 Fluorescent lights, filters, 220 cm diameter
4 | James Clar Media Hype 2011 Flourescent tube lights and light filters, 19 x 3 m. Installation View
5 | James Clar NASDAQ Recursive Loop 2012 220 cm diameter Fluorescent Lights, Filters
6 | James Clar One Minute Dreamstate 2012 220 cm diameter Fluorescent Lights, Filters (installation shot)
7 | James Clar One Minute Dreamstate 2012 220 cm diameter Fluorescent Lights, Filters
8 | James Clar Rain Under Lamppost 2014 Projector, Mini PC 100cm x 300cm
9 | James Clar Turbulence (2011) 9m diameter installation Industrial fan, Lightbulb, Wire, Microcontroller Unique
10 | Two Times One Sun (2013) 160cm Diameter Lights, Filters

 

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