Illan Rivière: l’eleganza tribale


di Laura Luppi

Scoprire un vero talento della danza può apparire un compito arduo, eppure quando capita di incontrarne uno non si ha il minimo dubbio. Così è successo la prima volta che ho assistito a un’esibizione del ballerino francese Illan Rivière per caso sul web. Un’ottima tecnica, capacità espressive e teatrali incredibili, straordinaria padronanza del corpo e profonda sensibilità verso la musica e le emozioni che già da sola essa sa trasmettere. Ma non è tutto. Nel giovane Illan scorre passione e dedizione per una disciplina nata in America negli anni ’90 e la cui popolarità si sta diffondendo velocemente anche in Italia. Si tratta della tribal fusion bellydance, caratterizzata dall’intersezione di gestualità orientali e tribali in genere (comprese quelle pololari e gitane) in stretto dialogo con le più recenti tendenze occidentali (popping, hip hop e sperimentazioni contemporanee). Una magica unione di stili impone una dimestichezza senza pari nel governare ogni singolo muscolo del corpo, ogni organo possibile di movimento voluto e calibrato. Il ritmo delle sonorità elettroniche e new age scandisce il tempo di azione di isolazioni e ondulazioni di arti e addome, imponendo allo spettatore quello stupore tipico di un’esperienza a limite del possibile. Della tribal fusion in particolare Illan è un vero maestro. Avvicinatosi a questa danza all’età di soli 11 anni, ha ottenuto da subito premi e riconoscimenti nazionali, punto di partenza per le successive collaborazioni con grandi coreografi e ballerini internazionali. Un inizio da autodidatta — tipico del genio artistico – seguito poi da un percorso professionale intenso  – segno a sua volta di consapevolezza e spinta al miglioramento — ha dato conferma della sua innata attitudine alla comunicazione non verbale, che si manifesta cioè mediante le eleganti movenze di un’arte complessa ed emozionale come questa. Con l’ausilio di atmosfere spesso gotiche e di costumi di scena ricercati e dal forte sapore etnico — mistico e misterico- Illan Rivière ci esorta a lasciarci guidare verso luoghi e tempi lontani.  Con la raffinatezza ancestrale dell’efebo greco riesce infatti ad accompagnarci verso un mondo incantato, già vissuto o forse sognato, nascosto o solo sotteso al nostro.

 

Photo credits:
Illan Rivière

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