Un giardino creativo: la promozione

Un giardino creativo: la promozione

di Cristina Gilda Artese

 

Cosa significa promuovere artisti e creativi? Valorizzarli e farli conoscere, sicuramente. Ma anche aiutarli a crescere nella loro professionalità e dar loro un ulteriore stimolo a raggiungere obbiettivi sempre nuovi e più ambiziosi.

Per prima cosa, occorre capire la fase professionale in cui un artista si trova. Un po’ come quando un architetto fa una valutazione sullo stato di un immobile per sostenere una perizia tecnica. È un artista giovane? È già abbastanza esperto? È conosciuto? Se sì, a livello regionale, nazionale o internazionale? È sicuro di sé? Ha un’idea precisa di quel che vuole ottenere dalla sua professione? Ha una rete di contatti o è un libero battitore? E così via…

Sono tutte informazioni necessarie e fondamentali per decidere con lui una strategia di crescita; ed è quanto mai necessario anche essere lucidi ed equilibrati circa le reali possibilità di crescita. Ci sono artisti naturalmente destinati a farsi conoscere a livello internazionale e altri, invece, che saranno meglio apprezzati su un territorio più ristretto, senza dover essere, per questo, trascurati.

Ovviamente: come direttore artistico e “mecenate” ho le mie preferenze e ambiti di intervento. Prediligo lavorare con giovani e sconosciuti, coglierne le potenzialità iniziali e aiutarli a realizzare — per quanto posso — i loro sogni, per farli decollare verso nuove destinazioni.

Con gli artisti più affermati — dei quali spesso mi ritrovo a essere in prima luogo una collezionista — preferisco lavorare su progetti specifici, su idee proposte da loro in prima persona o, al contrario, coinvolgerli in nuove avventure.

Dobbiamo aiutare la creatività a diffondersi e a radicarsi come stile di vita, non solo quello che è definito come “Arte”. Vivere con creatività significa aprire la mente a nuove esperienze, nella ricerca della novità in ogni aspetto del quotidiano.

Trasformare la creatività in Arte non è da tutti. Nella mia pur ristretta esperienza, credo che – pur rimanendo ottimisti — su 10 potenziali artisti, uno e forse solo uno diventerà tale a tutti gli effetti.

A stabilirlo non è certo solo il mercato, come — ahimè — molti pensano e siamo indotti a pensare dalle dinamiche di crescita di valore. Se la bolla immobiliare e dell’alta finanza furono disastrose, al punto di ribaltare un intero sistema, allo stesso tempo io, come altri insieme a me, temo che la bolla del mercato dei beni mobili di lusso e degli “oggetti d’arte” possa esserlo altrettanto. Le aste deserte degli ultimi anni ne sono una prova tangibile.

A stabilire il valore è il tempo: la presenza nel tempo, il riconoscimento nel tempo del proprio valore intrinseco. Per questa ragione suggerisco spesso agli artisti di rimanere sempre attivi, di non lasciare che passi troppo tempo senza esporre il proprio lavoro. Senza che il proprio lavoro possa essere visto, valutato e — si spera, lavorando con serietà e coraggio — apprezzato.

In ogni giardino creativo va data la giusta quantità di cure a ogni fiore, a ogni pianta. Per arrivare a comprendere fino in fondo cosa sia la creatività. E di questo parleremo nel nostro prossimo editoriale…

Illustrazione di Ortica

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