Costruttore di ombre: Fabrizio Corneli

Bagliori a Kobe Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Bagliori a Kobe”, 2001, alluminio, acciao inox, lampada, ombre. Dim. installazione mt. 8×8. Installazione permanente presso Shushinkan, Kobe, Giappone

Dreaming woman with animals Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Dreaming woman with animals”, 2010, ottone verniciato, lampade alogene, ombre. Installazione presso il MoA University Museum of Art, Seoul

Altro Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Altro”, 2010, rame, alogena, ombre. Dim. rame cm. 30x26x20. Dim. proiezione circa cm. 250×200

di Alessandro Trabucco

 

Il tema dell’ombra ha sempre affascinato le menti creative, soprattutto per le suggestioni e le riflessioni di tipo esistenziale (ma anche etico), che questa “entita’ ” fisica è stata in grado di stimolare nelle varie epoche e con i vari linguaggi espressivi.

In letteratura alcuni celebri racconti e romanzi hanno come protagonista l’ombra, o meglio, la sua assenza, considerata merce di scambio il cui valore risulta in effetti (come classico “morale della favola”) inestimabile e di vitale importanza.

Leggendario il personaggio di Adelbert von Chamisso, il suo Peter Schlemihl che vendette l’anima al demonio in cambio di un borsellino colmo d’oro perpetuo. L’importanza di una cosi’ discreta e silenziosa presenza sara’  verificata molto presto, perche’ da quel momento in poi il protagonista del racconto sara’  reietto e solo.

Finestra della Moschea di Qeycoun III Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Finestra della Moschea di Qeya’§oun III” , 2005, ottone, alogena, ombre. Dim. cm. 240×140. Dim. scatola in ottone cm. 40x43x15

SAinT Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“SainT”, 2000, sfera in vetro ottico sabbiato, cavi in acciaio, alogena. Dim. sfera cm.10. Installazione permanente presso il chiesino di Sant’Andrea
in Tontoli, Prato

Melanorgia Galathea Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Melanorgia Galathea” 2008, colori a forno su bottiglia in vetro scientifico, ottone, alogena. Dim. vetro cm. 17x17x38, dim. proiezione variabili. Courtesy Gall. Nuova Pesa, Roma

Nelle arti visive l’ombra, in passato componente secondaria e descrittiva, ha gradualmente conquistato un ruolo importante, tanto da diventare essa stessa soggetto principale, elemento costitutivo dell’opera stessa, in un equilibrio perfetto con la quantita’  di luce che la produce.

Uno dei protagonisti di questa “estetica dell’ombra” è l’artista italiano Fabrizio Corneli, attivo sin dai primi anni ‘80 e autore di opere di grande bellezza e suggestione.

L’artista realizza installazioni nelle quali la fonte luminosa non è piu’ una presenza esterna all’opera o metafora di se’ stessa, piuttosto è presente in quanto entita’  fisica, tangibile ma immateriale, le cui forme sono plasmate come sculture, ma proiettate a parete come immagini bidimensionali.

Bolla Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Bolla”, 2011, alluminio lucidato e saldato, alogena, ombre e riflessi. Dim. cm. 80x80x80, dim. proiezione variabili

Punta Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Punta”, alluminio lucidato e saldato, alogena, ombre e riflessi. Alt.cm.120, dim. proiezione variabili

Viene in mente la meridiana, l’antico l’orologio solare posto sui muri degli edifici e costituito da un quadrante sul quale viene proiettata l’ombra di un’asticella illuminata dalla luce del Sole a indicare il suo spostamento e quindi l’ora corrispondente.

Il lavoro di Corneli ha dunque delle caratteristiche particolari soprattutto perche’ legate a questa duplice realta’  fenomenica della luce, in quanto radiazione elettromagnetica, che nelle sue opere trova espressione sia come rivelatrice e creatrice di forme, ma costituite della sua stessa sostanza, sia nel suo opposto, come risultato di una sottrazione di parti di essa a formare figure “in negativo”, stilizzazioni di oggetti, volti, persone e immagini legate sia alla vita quotidiana sia alla passata storia dell’arte.

 

Fabrizio Corneli, “Iperboreo I” (1995/96) / “Laboratorio — Nuotatore” 2002

Iperboreo I Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Iperboreo I”, 1995/’96, rame, alogena, figura di luce. Alt. cm. 190, dim. scatola di rame cm. 20x21x20

Laboratorio - Nuotatore Fabrizio Corneli - Or Not Magazine

“Laboratorio-Nuotatore”, 2002, sfera in vetro ottico, legno, pvc, acciaio, alogena, ombra. Dim. sfera cm. 10. Courtesy Gall. Studio Trisorio, Bologna

Queste due opere, dal titolo Iperboreo I e Laboratorio — Nuotatore, ben rappresentano il duplice utilizzo della luce da parte di Fabrizio Corneli.

In Iperboreo I, opera del 1995/96, un oggetto installato a muro ha una doppia funzione: quella di elemento scultoreo costitutivo dell’opera e, allo stesso tempo, di diffusore luminoso.

Da esso, come per magia, prende forma sulla parete una figura umana di luce, intera e di profilo, che regge l’oggetto stesso con le proprie mani — delicatamente – come una preziosa reliquia di chissa’  quale misteriosa origine. Un’immagine fatta di energia pura, impalpabile, che possiamo vedere e distinguere nelle sue fattezze, liberi di immaginarci una storia, l’evento caratterizzante un gesto che, nella sua semplicita’ , ha una forza visiva emblematica e dirompente.

L’opera Laboratorio — Nuotatore, datata 2002, è costituita da una delicatissima proiezione di un’ombra per mezzo di una piccola sfera di vetro. In questo caso la leggerezza eterea della figura sospesa nel vuoto della parete rende ancora piu’ evidente la trasparenza dell’immagine. Una presenza immateriale che è possibile cogliere solo osservandola, senza nulla concedere ad altro senso se non, inevitabilmente, a quello della vista.

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