Climate Change, Art changes

di Abu Lido

 
Climate change: il protagonista assoluto di tutto — negli ultimi cinquant’anni – di vita, aria acqua, terra, uomini, piante e animali.
Lavora nei cinque continenti, in ogni mare, in tutti gli oceani. È causato in larga parte dalle emissioni provocate dall’uso del carbone e dei derivati del petrolio, per produrre merci e cibo e per consumarli.

La seconda edizione della fiera di arte di Katmandu – intitolata Earth | Body | Mind e in esposizione dal 25 novembre al 21 dicembre dello scorso anno – è stata interamente dedicata al Climate Change.
Gli artisti invitati, provenienti da ben 31 paesi, con le loro opere sono andati nelle profondità dell’acqua, della terra, del fuoco (elementi sacri in molte culture), del cibo e della biodiversità. In pratica, di chi è stato più drasticamente colpito dal Climate Change. È la presa di coscienza dell’esistenza di “una” natura diventata cimitero per i suoi e i nostri elementi vitali.

Dall’alba dei tempi il creato è stato terreno fertile dell’immaginazione umana per rappresentare la bellezza: un luogo dove esporre le opere d’arte e spazio per la creatività. Era “una” natura in cui gli elementi vitali erano interconnessi, avevano un profondo significato gli uni per gli altri. Con il Climate Change la biodiversità si riduce, il creato sparisce: che ne sarà allora del Dio della creazione?

Donne e uomini sono arrotolati agli alberi con la plastica: si soffoca, non c’è libertà. Una donna con le ali giace morta sulla terra: è lo sterminio degli elementi vitali.  La luce che riempie i corpi vuoti ci spaventa per la perdita dell’identità eco – geologica. L’acqua nera del Brahmaputra e un cielo spaventoso accompagnano le migrazioni degli uomini. Abbiamo bisogno di una maschera protettiva perenne per respirare: che orrore. Siamo stati tutti bruciati e carbonizzati come fiammiferi da cucina.

Tutto questo ha preso vita nella seconda fiera d’arte di Katmandu: gli artisti sono stati chiamati a guardare in faccia il Climate Change, a esplorarlo, a dargli un senso creativo; e hanno lavorato per concepire un evento che è cultura, perché la cultura è cambiamento.

La Climate Change Art non poteva aspettare altri decenni ancora per nascere.

 

IMMAGINI

1. Match Stick Men | Wood, acrylic, gouache and PU | 15-20 square meters – Wolfgang Stiller
2. Melting Identity, the socio-cultural & eco-geological identity threat | Mix media — paraffin wax, fiber glass, ambulance light, traditional clay tub (atal), iron | Variable – Jupiter Pradhan
3. Encapsulated-7 | Shola flowers, Wire mesh, still wire, Glue, Fiber glass, bamboo etc | 6’x10’x3’ fit – Promotesh Das Pulak
4. Requiem | Inkjet Print on Canvas | 130 x 90 cm – Hojat Amani
5. Plastic art | dvd player and video projection +some plastic (nylon) : to show videoart &performance | 5′:28″ – Fereshteh Alamshah
6. Brahmaputra Diary | Photography | Variable – Shahidul Alam

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