Edicola Radetzky, arte contemporanea su strada

di Laura Luppi

Ritracciare i confini tra opera e pubblico, o meglio risolverli attraverso la volonta’  di un collettivo di giovani artisti che considerano la citta’  come luogo di incontro per comprendere la societa’  e il proprio ruolo fuori dai tradizionali luoghi dell’arte. Questo è cio’ che Progetto Citta’  Ideale, composto da Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi, ha posto alla base della gestione di Edicola Radetzky affidatagli per quattro anni dal Comune di Milano — Consiglio di Zona 6. Una sorta di missione posta in viale Gorizia, nell’area recentemente riqualificata della Darsena e diventata centro nevralgico di eventi culturali durante Expo 2015. All’interno di un quartiere storico per i suoi abitanti e di interesse per i molti turisti che scelgono ogni giorno di visitarlo, quello della Darsena ospita dagli inizi del Novecento un piccolo chiosco in stile liberty adibito alla vendita commerciale di giornali e riviste, poi alle trasmissioni di una radio locale e a infopoint rimasto infine in disuso per alcuni anni. Il nome, ancora oggi invariato, risale invece a una precedente struttura per annunci del governatore Radetzky nel periodo risalente alla dominazione austriaca.
Di proprieta’  del comune di Milano, l’Edicola è stata recentemente assegnata tramite bando a Progetto Citta’  Ideale affinche’ ne valorizzasse le potenzialita’  come nuovo e fervente polo culturale. Con un’operazione di restauro conservativo, progetto a se’ stante realizzato grazie alla partecipazione di venti artisti e denominato Cantieri Radetzky, i soli quattro metri quadrati del chioschetto hanno ripreso vita all’insegna dell’arte contemporanea, ma con uno spirito maggiormente democratico rispetto a quello a cui siamo abituati. Nessuna galleria o museo tradizionale; in questo caso l’arte si apre al suo spettatore senza filtri o intermediari, svelandosi al passante come un’opportunita’  per dialogare, proporsi e suscitare domande. Sotto la direzione artistica di Andrea Lacarpia è stato dunque studiato un programma espositivo ad hoc in grado di sviluppare al meglio le potenzialita’  del tempietto. Le vetrate dell’edicola, infatti, bene si prestano a installazioni facilmente fruibili dall’esterno e in grado di determinare un rapporto di scambio e confronto diretto con l’osservatore. Un faro per i passanti, una sorta di calamita la cui forza attrattiva si alimenta di sera per mezzo della luce artificiale adottata per illuminarne il cuore, e trasformarla cosi’ in lanterna di creativita’  su strada. Le mostre previste per la Prima Stagione – patrocinate da Fondazione Cariplo – tra cui è stata recentemente inaugurata quella dedicata a Daniele Carpi (“L’imperatore era un vecchio”), hanno tutte un unico filo conduttore: la “declinazione dell’altrove”. Cinque interpretazioni di uno spazio in cui interagiscono le energie primarie che legano gli esseri umani alla natura selvatica ancora distante dall’intervento invasivo dell’uomo; una dimensione lontana, altrove appunto, ma solo in apparente contrasto col contesto urbano in cui fa la sua anomala apparizione. Dopo quella di Carpi si alterneranno presso Edicola Radetzky le personali di Vincenzo Simone, Giovanni De Francesco, Jacopo Candotti e Dennis Venturelli, accompagnate da eventi collaterali e collaborazioni col Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (PAC), C/O careof ed Enel Energia.

Photo credits:
1 | Cantieri Radetzky – febbraio 2016 – vista allestimento. Edicola Radetzky Milano (foto Patrizia Emma Scialpi)
2 | Daniele Carpi – L’imperatore era un vecchio, veduta dell’installazione. Edicola Radetzky Milano (2)
3 | Cantieri Radetzky – particolare con l’opera di Fiorella Fontana. Edicola Radetzky Milano
4 | Cantieri Radetzky, Edicola Radetzky Milano. Photo Credit Liligutt Studio
5 | Cantieri Radetzky, particolare con l’opera di SERENA VESTRUCCI e FRANCESCO MALUTA. Edicola Radetzky Milano
6 | Daniele Carpi – L’imperatore era un vecchio, veduta dell’installazione. Edicola Radetzky Milano (3)
7 | Edicola Radetzky (1)

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